Se La Strada Potesse Parlare, dal Libro al Film

 

Portato sul grande schermo per la prima volta da Barry Jenkins –  che con il suo adattamento ha ottenuto la nomination all’Oscar®  per la Miglior Sceneggiatura Non Originale –  Se la strada potesse parlare è il romanzo che condensa l’essenza della scrittura di James Baldwin attraverso una splendida storia d’amore. Dal 24 gennaio nei cinema italiani.

Una voce letteraria necessaria e vitale

Il film è tratto da uno dei romanzi  (pubblicato in Italia da Fandango Editore) che ha contribuito a fare di Baldwin uno degli scrittori americani di maggior rilievo per oltre settant’anni.

Nato e cresciuto ad Harlem, James Baldwin è stato romanziere, saggista, drammaturgo, poeta. Ha trascorso gran parte della sua vita adulta prevalentemente in Francia, fuggendo dal razzismo e dall’omofobia degli Stati Uniti. Le sue raccolte di saggi lo hanno reso una voce letteraria vitale nel crescente movimento per i diritti civili al quale ha partecipato attivamente.

Una scena del film di Barry Jenkins

Se la strada potesse parlare

I libri di James Baldwin esplorano temi importanti e attuali come i rapporti interraziali e le divisioni di classe e della sessualità. In reazione agli scontri e alle molte incarcerazioni di cui è stato testimone negli anni ’60 e nei primi anni ’70, scrive il romanzo Se la strada potesse parlare. Il titolo originale fa riferimento a una strada, Beale Street, che non fa parte di Harlem, dove è ambientata la vicenda, ma di New Orleans, la patria della musica blues.

“Ogni afroamericano nato negli Stati Uniti è nato in Beale Street. Beale Street è la nostra eredità, è una strada rumorosa. Lascio al lettore il compito di discernere un significato nelle percussioni dei tamburi”; questo quanto si legge in apertura, ed è quanto riportato nel film proprio all’inizio.

Un adattamento fedele

La sceneggiatura, scritta dal regista Barry Jenkins, è un adattamento fedele che rende onore al romanzo. Benché siano stati adattati per la televisione e all’estero, fino ad oggi i suggestivi affreschi di vita afroamericana dipinti nelle opere di James Baldwin non avevano ancora trovato spazio nella cinematografia americana.

Scritto tra il 1968 e il 1963, Se la strada potesse parlare, è uno dei suoi romanzi meno conosciuti; ma quando lo si scopre, ci si rende conto che racchiude tutta la voce appassionata e umana del suo autore. Il romanzo è una delle rare opere letterarie che Baldwin ha scritto da una prospettiva femminile, ma è anche un esempio di come non esiste un modo univoco per ritrarre una famiglia afroamericana.

Un’empatia che arriva al dritta al cuore

James Baldwin si potrebbe definire un moderno Shakespeare: scrive in un linguaggio vivace e brutalmente sincero e i suoi scritti trovano un’eco in ciascuno di noi,  affermando la verità con la crudezza di chi vuole comprendere il suo posto in America. Baldwin critica aspramente le ingiustizie, le dicotomie del vivere negli Stati Uniti e l’accanimento delle discriminazioni.

Al centro del libro c’è il suo modo di parlare dritto al cuore. È una storia sull’affetto che dura nel tempo e sulla sopravvivenza, sull’importanza di affrontare momenti difficili cercando di vincere. Impossibile non immedesimarsi in questa storia, a 16, 45 o 90 anni: chiunque sia mai stato innamorato ne resterà colpito.

Un ottimo motivo per correre al cinema, dal 24 gennaio.

2019-01-23T16:20:25+00:00