Fidati dell’Amore: il toccante ritorno di Barry Jenkins con Se La Strada Potesse Parlare

 

A due anni dall’Oscar per Moonlight, esce nelle sale italiane il nuovo capolavoro firmato dal regista/sceneggiatore Barry Jenkins. Una storia tratta dall’omonimo romanzo di James Baldwin, che racconta come l’amore possa resistere alle prove più difficili della vita.

Se la Strada Potesse Parlare

Dopo il successo di Moonlight, che gli è valso l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, e quello “a sorpresa” per miglior film (che non ricorda la concitata premiazione di quella notte, quando Warren Beatty e Faye Dunaway assegnarono la statuetta a La la Land, per poi accorgersi che il contenuto della busta era diverso?), Barry Jenkins dà nuova linfa alla potenza dei rapporti e delle relazioni umane, e lo fa portando sullo schermo la prima trasposizione cinematografica in lingua inglese dell’opera dello scrittore americano James Baldwin, al quale il film è dedicato.

Ambientato ad Harlem nei primi anni ’70, Se La Strada Potesse Parlare è una toccante storia d’amore senza tempo, che narra sia dell’indissolubile legame di una coppia, sia dell’abbraccio liberatorio di una famiglia afroamericana, raccontata attraverso gli occhi della diciannovenne Tish Rivers (l’attrice esordiente sul grande schermo KiKi Layne).

Figlia e futura moglie, Tish ripercorre in dettaglio la passione, il rispetto e la fiducia che l’hanno legata al suo fidanzato artista Alonzo Hunt, noto con il soprannome Fonny (Stephan James). Legata da profonda amicizia fin dall’infanzia, quando la cattiveria e i soprusi nell’America di quel periodo sembravano lontani dalla spensieratezza del loro mondo, la coppia sogna un futuro insieme, ma i loro progetti subiscono una battuta d’arresto quando Fonny viene condotto in carcere per un reato che non ha commesso.
Passato e presente si mescolano in un alternarsi continuo di emozioni.

Il racconto si sviluppa su due piani temporali: alterna infatti il tempo presente a continui flashback, che narrano in maniera sontuosa ed elegante come tutto è iniziato, ma anche il progetto di una vita insieme, animata dalla passione e dagli ideali che provano a farsi spazio e a convivere con la paura. È una storia d’amore in cui si intrecciano momenti di narrazione sociale, che mostrano le condizioni razziali della comunità nera in un determinato periodo e luogo.

Il regista Barry Jenkins in azione sul set

Fidati dell’Amore

Attraverso l’uso sapiente di primissimi piani, di una fotografia che accarezza lo sguardo dello spettatore con colori quasi del tutto autunnali, di una puntina che corre sul disco facendo scaturire vellutate note jazz e soul, Jenkins va ad approfondire i temi intellettuali ed emozionali cari al libro di Baldwin, sottolineando quanto l’animo umano possa resistere con tenacia ai mali della società attraverso l’Amore, il sentimento di cui bisogna sempre fidarsi per essere condotti sulla strada della felicità, l’unico che ha la capacità di trascendere ogni cosa.

Se La Strada Potesse Parlare arriva nelle sale italiane il 24 gennaio,  per regalarci una storia intima ed epica che parla a tutti noi.

2019-01-18T15:25:19+00:00